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Visualizzazione dei post da maggio, 2021

Controinformazione o complottismo?

  Fino a tutti gli anni 90 esisteva la contrio-informazione: la sinistra (qualsiasi fosse la sua articolazione) si impegnava nella ricerca della verità nascosta dietro un'apparenza costruita per sostenere lo stato di cose attuali. E così negli anni non abbiamo creduto alla Strage di Portella della Ginestra, e dopo decenni di inchiesta, di studio militante e collettivo, si è giunti a una verità parziale in contraddizione con quanto era sostenuto "ufficialmente". E lo si è fatto con Piazza Fontana, Ustica, la Strage di Bologna, le Brigate Rosse, Pinelli, Mattei, i morti per amianto che non doveva fare male alla salute etc. Tutto questo è finito. Se prima c'era un'azione tesa a impedire che queste verità venissero a galla, in seguito si è passati ad assorbire e rendere compatibile le "controverità". L'avvento di Internet prima e dei social poi, ha permesso di sistematizzare tanto la verità che la controverità, di addomesticarla, di renderla compatibile ...

"Ma com'è bello qui, ma com'è grande qui, NON È L'ITALIA!"

  Quelli che vivono all'estero soffrono spesso della "sindrome da prima generazione", per cui tutto è bello nel paese che li ospita. E' comprensibile: sono partiti dal proprio paese perché non trovavano un lavoro e condizioni sociali accettabili che hanno invece trovato nel nuovo paese. Questo fenomeno raggiunge livelli impensabili presso gli italiani all'estero, ovunque siano finiti e da dovunque provengano. Secondo alcuni saremmo esterofili, ma non è esatto: la parola denota una connessione o una curiosità verso ciò che è "estero". La definizione purtroppo più corretta penso che sia che siamo "autorazzisti". Non si tratta infatti di apprezzare ciò che di buono c'è nella società che accoglie e coglierne il lato positivo. Si tratta invece di denunciare tutto quello che è italiano come pessimo, al di là della realtà concreta, senza cogliere ciò che di buono c'è nel nostro paese. Questo ha raggiunto livelli impensabili in questa pandemia....

Assembramenti

  Ma sapete che in Italia abbiamo davvero un'impostazione spietatamente di classe, ma proprio dentro di noi, nel nostro cervello.    "Perché vivere così, non è "vita". Vita è mangiare il più possibile, bere il più possibile, divertirsi senza limiti, pensare al wellness e al fitness. Vita sono le decine di persone in coma alcolico ogni fine settimana, vivere è vomitare indisturbati in via zamboni. Vivere è potersi godere la vita senza limiti e senza disturbi. Altrimenti non è vita. Ora, che Salvini faccia di tutto questo il centro della sua politica, non è strano. La cosa strana è che tutto il resto del paese (e non parlo dei partiti, dei "politici", degli eletti) gli vada dietro. Perché, una volta che avete finito di discutere se sia meglio chiudere alle 22 o alle 23, ci sarebbero milioni di persone che di questa vostra libertà di godervi la vita sono schiavi. Nessuno che abbia chiesto ai camerieri dei bar non vaccinati come si godranno la vita ad andare al...

Cashback

  Dopo la vittoria su tutta la linea sulle riaperture, ora i commercianti e i ristoratori vogliono passare all'incasso sul cashback di stato. Allora facciamo un riassunto. Durante la quarantena (che solo in Italia avete chiamato lockdown) si disse che mentre i negozi di quartiere erano chiusi, tutti compravamo on line, a beneficio delle multinazionali. Una volta usciti, si è deciso di prendere manovre a favore dei piccoli negozi schiacciati dalle multinazionali. E si è fatto il cashback (misura peraltro già fatta in Portogallo prima della pandemia): se si acquista nel negozio di quartiere, lo stato rinuncia a metà dell'Iva e ti rimborsa il 10%. Si ha quindi uno sconto del 10% a comprare nel negozio sotto casa, nel ristorante etc. In cambio si chiede solamente di pagare con mezzi elettronici (Bancomat e carte di credito), in modo da combattere il nero e l'evasione fiscale.  Ora, cari commercianti, siamo chiari. Il cash back era una misura per aiutarvi rispetto ai concorrenti...

Sinistra e aperitivi

  Volevo dire a quelli di sinistra che le foto dei vostri spritz, delle birre e dei mojito di oggi festeggiano una delle più grandi vittorie del liberismo contro cui pontificate a ogni aperitivo. E' stato riaffermato anche oggi e a furor di popolo che all'economia non si può porre alcuni limite, neanche sanitario; che la ricchezza non va redistribuita neanche in periodo di pandemia; che la legge del più forte e del sacrifico del più debole non può e non deve essere sospesa.    Mentre brindate all'aperto e a distanza di sicurezza, a fianco al vostro tavolino passa sicuramente un amico, un genitore, un figlio, un vicino di casa degli oltre 300 morti di ieri o delle migliaia di persone intubate, sole e sofferenti in questo momento. Tutto questo si preferisce non vederlo, lo si rimuove perché non intralci la spensierata vitalità del momento. Questa rimozione era la caratteristicha del mondo pre pandemia e torna ora che la pandemia non è ancora finita.   Io sto con quei l...