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Cashback

 

Dopo la vittoria su tutta la linea sulle riaperture, ora i commercianti e i ristoratori vogliono passare all'incasso sul cashback di stato.


Allora facciamo un riassunto.


Durante la quarantena (che solo in Italia avete chiamato lockdown) si disse che mentre i negozi di quartiere erano chiusi, tutti compravamo on line, a beneficio delle multinazionali.


Una volta usciti, si è deciso di prendere manovre a favore dei piccoli negozi schiacciati dalle multinazionali. E si è fatto il cashback (misura peraltro già fatta in Portogallo prima della pandemia): se si acquista nel negozio di quartiere, lo stato rinuncia a metà dell'Iva e ti rimborsa il 10%. Si ha quindi uno sconto del 10% a comprare nel negozio sotto casa, nel ristorante etc.


In cambio si chiede solamente di pagare con mezzi elettronici (Bancomat e carte di credito), in modo da combattere il nero e l'evasione fiscale. 


Ora, cari commercianti, siamo chiari. Il cash back era una misura per aiutarvi rispetto ai concorrenti multinazionali. Non lo volete? Non c'è problema. Io torno ad acquistare on line che tra l'altro me lo portano direttamente a casa, e ogni volta che verrò da voi pagherò con carta di credito.


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