Volevo dire a quelli di sinistra che le foto dei vostri spritz, delle birre e dei mojito di oggi festeggiano una delle più grandi vittorie del liberismo contro cui pontificate a ogni aperitivo. E' stato riaffermato anche oggi e a furor di popolo che all'economia non si può porre alcuni limite, neanche sanitario; che la ricchezza non va redistribuita neanche in periodo di pandemia; che la legge del più forte e del sacrifico del più debole non può e non deve essere sospesa.
Mentre brindate all'aperto e a distanza di sicurezza, a fianco al vostro tavolino passa sicuramente un amico, un genitore, un figlio, un vicino di casa degli oltre 300 morti di ieri o delle migliaia di persone intubate, sole e sofferenti in questo momento. Tutto questo si preferisce non vederlo, lo si rimuove perché non intralci la spensierata vitalità del momento. Questa rimozione era la caratteristicha del mondo pre pandemia e torna ora che la pandemia non è ancora finita.
Io sto con quei lavoratori che oggi sono stati costretti a scegliere tra il rischio di andare al lavoro e il rischio di non avere un reddito (grazie alle riforme fatte negli ultimi anni).
Prosit.

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