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Controinformazione o complottismo?

 

Fino a tutti gli anni 90 esisteva la contrio-informazione: la sinistra (qualsiasi fosse la sua articolazione) si impegnava nella ricerca della verità nascosta dietro un'apparenza costruita per sostenere lo stato di cose attuali. E così negli anni non abbiamo creduto alla Strage di Portella della Ginestra, e dopo decenni di inchiesta, di studio militante e collettivo, si è giunti a una verità parziale in contraddizione con quanto era sostenuto "ufficialmente". E lo si è fatto con Piazza Fontana, Ustica, la Strage di Bologna, le Brigate Rosse, Pinelli, Mattei, i morti per amianto che non doveva fare male alla salute etc.


Tutto questo è finito. Se prima c'era un'azione tesa a impedire che queste verità venissero a galla, in seguito si è passati ad assorbire e rendere compatibile le "controverità". L'avvento di Internet prima e dei social poi, ha permesso di sistematizzare tanto la verità che la controverità, di addomesticarla, di renderla compatibile con lo stato di cose attuali. Con Internet si ha l'impressione di avere accesso immediato (non-mediato) diretto alla verità. Non c'è bisogno di sforzo, è a nostra disposizione con pochi clic, mentre nei decenni precedenti era necessario uno sforzo collettivo, di organizzazioni intere, lungo anni per accedervi. I social hanno permesso di rendere crebibile le controverità attraverso la diffusione che ne certifica la validità: se tante persone la pensano così e condividono, significa che è una controverità "vera". Il mezzo, internet e i social, che non sono controllati da nessuno, in cui non c'è un direttore o un giornalista schiavo del sistema che censura, danno l'impressione che lì si trovino le "verità vere" che i giornali non dicono, quelle alternative.


Il risultato è che ora si diffondono tanto le verità ufficiali quanto le verità "vere", senza che queste danneggino lo stato di cose attuali, anzi essendone funzionali. In sostanza, tanto le verità vere, quanto la miriade di ipotesi complottiste, pseudo alternative, sono prodotte dalla stessa fonte al fine di controllare tanto le verità ufficiali quanto quelle "alternative". Così possiamo scegliere da che parte stare, se fidarci dei media ufficiali e attaccare chi diffonde le fake news oppure se crederci degli eroi della verità diffondendo notizie che sembrano più favole per i bambini, attaccando il sistema e i suoi servi. In tutti e due i casi, lavoriamo perché non cambi nulla, o se dovesse cambiare che questo cambiamento sia controllato e compatibile con lo stato attuale. 


La creazione di bolle sui social permette di rafforzare la convizione, di raggruppare per affinità e di dirigere i vari gruppi di affinità. E' quello che ha fatto Trump per farsi eleggere, usando i servizi dell'agenzia paraspionistica di Cambridge Analytica. E' quello che hanno fatto varie potenze in concorrenza tra loro, cercando di suscitare rivolte contro le misure sanitarie e diffidenza contro il virus: un gruppo di "alternativi" che non crede alla verità "ufficiale" ma crede in maniera acritica a quella "alternativa", tipo in cui accetta una visione acritica e trionfale della Russia, crederà in maniera acritica ad altre notizie che seguiranno lo stesso canale. Così la bolla, il gruppo, che si è creato a sostegno della Russia (ma vale anche per Obama, Biden, Renzi, o chi volete) accetterà altre notizie che vengono dalla stessa fonte ritenendole veritiere senza bisogno di verifica o confronto con gli altri (perché come sul tema Trump, gli altri sono allocchi servi del sistema, non persone con cui confrontarsi, al massimo le si insulta).


Tutto, sia quelli che leggono Repubblica e guardano la7, sia quelli che prendono le informazioni su Telegram e su Fb, saranno convinti di essere liberi, anzi più liberi degli altri. Tutti saranno convinti di essere non manipolati e soprattutto non manipolabili. Tutti saranno convinti di avere la verità in mano, sia che costi 1 euro e 50, sia che sia gratuita sui social. E tutti saranno indisponibili al confronto e pronti a scagliarsi contro gli avversari delle fake news o dei servi del sistema. Lo scontro tra liberali e sovranisti è un scontro farlocco, creato per controllare tanto una parte quanto l'altra obbligando tutti a scegliere secondo un menu che altri hanno deciso, ma convinti di averlo deciso da soli, in totale autonomia e per questo di essere liberi (oltre che superiori agli altri). Così si controlla tanto la maggioranza che l'opposizione,.


In sostanza, la contraddizione tra la verità ufficiale e la contro informazione è svanita e la seconda è stata assorbita dalla prima. Si è annientato lo sforzo collettivo per la ricerca della verità trasformandoci in monadi convinti della completa e istantena accessibilità dell'informazione e pronti a mobilitarsi a difesa della stessa. E' sparita l'azione collettiva, l'elaborazione, l'inchiesta lunga e faticosa. Soffocati da una miriade di controverità, assolutamenti coerenti internamente (come tutte le favole) ma senza alcuna relazione con la realtà, non sappiamo più distinguere tra il complotto demoplutgiudaicomassonico e le tendenze oggettive. Se oggi succedesse Piazza Fontana qualcuno direbbe che è stata una caldaia credendo di dire una cosa che nessuno ha detto e di aver scoperto la verità. Altri direbbero che è stato Pinelli, che è stato suicidato dal complotto. La verità però ci sfuggirebbe.

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