Si sta parlando in questi giorni di un quinto pacchetto si sanzioni occidentali contro la Russia. Bisogna soffermarsi su due punti. Il primo è che sia il quinto pacchetto e il fatto che siano occidentali.
Se si è arrivti al quinto pacchetto di sanzioni in meno di un mese significa che i primi quattro sono stati inefficaci. Bisogna quindi porsi una domanda sul perché e in cosa queste sanzioni potrebbero differire in efficacia dalle presidenti. Sembra che una spiegazione molto popolare sia che Putin è un dittatore sanguinario a cui non interessano le condizioni di vita del proprio popolo colpito dalle sanzioni occidentali. Se fosse così non si capisce la logica occidentale di voler colpire ulteriormente un popolo che, nella logica di chi le sostiene, patisce queste sanzioni senza poter fare nulla. Ma l'Occidente ha una lunga storia sull'argomento: Madleine Albright, allora Ministro degli Esteri degli Usa, dichiarò che la morte di 500'000 bambini iracheni come conseguenze delle sanzioni americane era del tutto accettabile. Questo ovviamente cozza con l'interesse odierno per i bambini ucraini, a meno di non voler ipotizzare un razzismo esplicito verso i bambini del sud del mondo.
Ma l'ipotesi di una Russia dittatoriale cozza con il fatto che in Russia si tengano regolarmente elezioni e che vi siano grandi partiti come il Pc Russo o altri partiti che competono contro Russia Unita per il governo del paese. E allora come mai le sanzioni non funzionano?
Una sanzione è utile se ha un fine esplicito e un termine dichiarato. Se per esempio si decide di sanzionare l'invasione dell'Ucraina va dichiarato che le sazioni dureranno il tempo dei combattimenti e saranno cancellate una volta che essi sono terminati. In questo modo si sanziona un comportamento e si premia il ritorno alla normalità. Ma questo non è il caso. Salvo errore da parte mia, non ho visto nessuna dichiarazione in tal senso, quindi bisogna ipotizzare che queste sanzioni sono a tempo indeterminato. In questo caso, che la Russia continui o meno la guerra, le sanzioni resteranno. Nè da parte del popolo russo, nè da parte della sua dirigenza c'è alcun interesse a terminare il conflitto.
Se è così è abbastanza logico pensare che il quinto pacchetto di sanzioni sarà inefficace quanto i quattro precedenti.
Ma al contempo le sanzioni vanno ridefinite. Non di sanzioni si tratta ma di guerra economica. In questo caso si usano gli strumenti dell'economia e della finanza per colpire un nemico, indebolirlo e prepararne la resa e la sottomissione. Si sappia però che da sempre la guerra economica prepara e anticipa la guerra militare. In sostanza non solo l'invio di armi agli ucraini ci pone in guerra contro la Russia, ma anche queste sanzioni che rappresentatno più la faccia economica di questa guerra.
Il carattere occidentale di queste sanzioni dovrebbe farci riflettere. Presi dallo spirito marziale, pochi si sono accorti dell'assenza di sanzioni da parte dei popoli non occidentali o dal loro carattere estremamente flebile. In sostanza la guerra in Ucraina è percepita altrove in maniera diversa rispetto all'occidente. Le ex colonie dell'occidente conosco da secoli di quale libertà parla l'Occidente: sfruttamento, saccheggio, sottomissione effettiva. Non simpatizzano certo per la rottura dei trattati internazionali fatta dalla Russia, ma non si sentono nemmeno allineati alle posizioni occidentali. Come scrive Emiliano Alessandroni :
"Se l'Occidente è infatti incline a pensare il concetto di “libertà” come “libertà DELL'Occidente”, i popoli e i paesi del Terzo Mondo pensano il concetto di “libertà” perlopiù come “libertà DALL'Occidente”. E se nel perimetro euroatlantico quello della Russia viene dipinto come un atto di "prevaricazione", fra i popoli del Terzo Mondo esso viene perlopiù percepito come un atto di "liberazione".
Il prestigio russo, dunque, in seguito a quest'ultima manovra si indebolirà nel mondo occidentale (tutti i massmedia si scateneranno per alimentare la russofobia e il razzismo, per dipingere la Russia e il suo popolo come i figli del demonio, come geneticamente malvagi), ma si rafforzerà presso i popoli extraoccidentali."
Proprio dalla posizione sulle sanzioni, elemento in realtà di una guerra economica contro la Russia, si vede la dolorsa nascita di un nuovo mondo, dove l'egemonia occidentale (basata sul consenso e/o sul bastone) sul resto del mondo si ridurrà progressivamente in favore di nuovo ordine mondiale multipolare.
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