Andreotti era un anticomunista viscerale. Tutta la sua vita politica è stata dedicata a combattere i comunisti e a impedire con ogni mezzo che potessero accedere al potere. Per questo ha fatto accordi anche con il diavolo pur di impedire che questo succedesse: ha accettato di collaborare con la mafia, con la massoneria, con l'estrema destra dinamitarda, di tenere contatti con chi, nel caso, avrebbe fatto un colpo di stato.
Tra le tante cose che ha fatto è stato Ministro degli Esteri. E lo è stato in un momento in cui ai contrasti internazionali si sovrapponeva la divisione ideologica (dal punto di vista di Andreotti) tra mondo libero e mondo socialista. Ma ce lo vedete Andreotti dire questo cose dei dirigenti sovietici?
Infatti non le disse e nemmeno le pensò. Il gas che arriva oggi dalla Russia e con cui ci siamo scaldati per qualche decennio passa attraverso un gasdotto costruito durante gli anni della guerra fredda tra "mondo libero" e socialismo reale. L'Italia della Democrazia Cristiana ha approvato e costruito questo gasdotto, così come permise che importanti aziende (di proprietà di anticomunisti reazionari filofascisti come gli Agnelli) aprissero stabilimenti in Unione Sovietica. I dirigenti sovietici non erano animali, ma esseri umani a capo di un paese che aveva idee diverse e interessi opposti, che difendeva come l'Italia o gli altri paesi, tramite scontri e compromessi. C'era cioè una similitudine nella differenza, in cui ci si riconosceva.
Di Maio è andato in uno studio televisivo (mica in Parlamento) a dire quello che ha detto sul capo di stato di un altro paese per poi sfoggiare un sorriso a 32 denti e la tintarella davanti alle telecamere. E' un politico che è cresciuto sulla fine dei partiti e che da questa ha tratto il suo successo personale. Un successo che è l'unica cosa a cui è interessato (le idee della rational choice erano normative non analitiche). Il successo politico, in assenza di partiti popolari, si costruisce stando costantemente sui media. Sono i riflettori che determinano il tuo successo. E per starci bisogna sempe dire qualcosa che attiri l'attenzione, mischiando così la politica con l'intrattenimento. E' così che funziona oggi. Solo che questo meccanismo cozza con una situazione in cui si rischa l'Ultima Guerra Mondiale (cioè la terza) e con gli interessi immediati dell'Italia.
Ecco, quando fra qualche settimana il gas sarà razionato, pensate a questa battuta e a questo personaggio. Quando dovrete scegliere se scaldare il latte al bambino o accendere il termosifone. L'Italia, forse Di Maio non lo sa, ma ha 8 settimane di scorte. E visto che il gas serve soprattutto all'apparato produttivo, l'uso domestico sarà ridotto.
Pensate a cosa è successo quando la vostra preoccupazione princiale era la hit dell'estate e le foto con l'aperitivo in spiaggia. La colpa non è di Di Maio, ma di chi ha scelto che la vita pubblica non era di suo interesse e ha deciso di interessarsi solo della propria vita privata immediata.
La realtà stessa ci obbligherà a tornare a un impegno pubblico come i nostri nonni e i nostri genitori e a spazzare via i Di Maio che popolano tutti i raggruppamenti mediatici oggi chiamati partiti (spesso gruppi riuniti attorno a un capo carismatico senza alcuna forma di democrazia interna, nè di dibattito e senza iscritti), compresi quelli sedicenti moderati di sinistra o di centro sinistra.
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