La question del Green Pass è abbastanza semplice.
O si tutelano le persone fragili, quelle che non possono vaccinarsi o su cui il vaccino non ha effetti (trapiantati, immunodepressi, malattie autoimmuni etc), restringendo la possibilità di vita sociale di quei quattro scemi che non vogliono vaccinarsi, oppure si da a queste persone il diritto di vivere liberamente rinchiudendo in casa le persone fragili, quasi fosse colpa loro della fragilità che portano.
D'altra parte si tratta dell'applicazione del principio dell'immunità di gregge di cui parlavano quelli che oggi non vogliono vaccinarsi quando scoppiò la pandemia (poi dissero che il virus non esisteva, poi che la vaccinazione di massa era un complotto, accettando però il vaccino di Putin, ovviamente per un virus che non esiste). Persone vaccinate riducono la possibilità di contagio per le persone fragili, proteggendole.
La destra sa benissimo dove stare. Non dicono che dei fragili non si interessano (se ne fregano, per usare un linguaggio da ventennio), dicono di voler difendere la libertà di ristoratori e clienti di divertirsi. Di vivere. E con una certa lucidità e coerenza politica. Storicamente per loro gli storpi, i mal riusciti, erano un peso per la razza, tanto che neanche ci finivano nei campi di concentramento e venivano eliminati direttamente (una eliminazione che cominciò prima addirittura di altre).
Il problema è la sinistra, egemonizzata da decenni da un pensiero libertario post sessantottino che concepisce la libertà in assonanza con la destra come assenza di vincoli e costrizioni. Senza lacci e lacciuoli, direbbe il Sole 24 Ore. Senza vincoli sociali, senza responsabilità verso gli altri, concentrata su viversi la vita, come susseguirsi si esperienze belle e gratificanti, che nessuno può interrompere o turbare.
Questa "sinistra" non sente doveri verso i più fragili e vede la propria insopprimibile libertà senza vincoli come un bene assoluto a cui non si può transigere. Se i fragili sono da sacrificare per riprendere la vita goduriosa precedente, così sia.
I vincoli servono a imbrigliare il più forte a beneficio del più debole. E il più forte è sempre stato insofferente verso i vincoli. Il pensiero libertario ha insinuato a sinistra che non sia così. Ma senza vincoli esterni, ritorna fuori la legge del più forte, riemergono i rapporti di forza, a scapito dei più deboli. Il pensiero libertario di sinistra, anche se esso non se ne rende conto, di fatto sdogana a sinistra un pensiero funzionale alla destra. In questo caso a quella più estrema.
Ognuno faccia le sue scelte. Io tutelo e tutelerò sempre la parte più fragile della società, perché in essa mi riconosco e perché ne faccio parte.

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