Passa ai contenuti principali

LA SECONDA REPUBBLICA

 

 

La Seconda Repubblica è stata caratterizzata dall'intervento diretto in politica dei ceti medi italiani. Dopo essersi liberati del ceto politico dei partiti usciti dalla Resistenza (con Tangentopoli), i ceti medi hanno creato le proprie rappresentanze politiche dirette quali nuovi soggetti della "società civile", contro i partiti precedenti in cui vi erano funzionari e dirigenti formati e interamente dedicati alla politica, descritti dai nuovi arrivati come corrotti.

Il ceto medio entrato direttamente in politica si è sbarazzato della mediazione dei partiti. Ha preso il controllo del Partito Comunista e ne ha favorito la trasformazione e il distacco dalla classe operaia per trasformarlo nel rappresentante del ceto amministrativo locale e del ceto medio pubblico (il ceto medio intellettivo). Hanno riempito i partiti di Berlusconi (ceto medio privato) e di Di Pietro (ceto medio meridionale) con la partecipazione diretta di persone uscite dal proprio ceto costituendone l'ossatura. Hanno infine monopolizzato la maggior parte dei movimenti che si sono creati negli anni: i girotondi e il popolo viola, ma anche utilizzando il sindacato per le proprie lotte interne (come ha fatto il ceto medio antiberlusconiano in occasione dello sciopero generale contro la modifica dell'art.18 dello Statuto dei Lavoratori).

Questi ceti sono caratterizzati dall'insofferenza alle forme organizzative permanenti e vincolanti. I ceti medi "produttivi", che provengano dal privato, vedono nella propria autorealizzazione la prova della propria superiorità rispetto a una massa di lavoratori salariati incapaci di mostrare tanto valore (e si sono riconosciuti nel Berlusconi "che si è fatto da solo"). Quelli intellettivi vedono nella propria formazione culturale (il linguaggio curato, l'utilizzo continuo di frasi subordinate, l'utilizzo corretto dei congiuntivi, l'uso di parole forbite etc) il segno della propria differenza rispetto a chi non espone queste caratteristiche, e che per questo può essere destinato solo a seguirli e non certo a comandarli. In ogni caso esprimono una riluttanza a restare in strutture verticali e a sottoporsi al risultato di decisioni democratiche: la loro superiorità è anche una superiorità intellettuale e decisionale, perciò se le loro posizioni non sono maggioritarie è perché gli altri non ne hanno capito la correttezza, e non sta certo a loro uniformarsi alla mediocrità generale. Senza contare che, abituati come sono a pensare a sè, hanno continuato a farlo una volta arrivati in politica, dove hanno usato il nuovo status per perseguire il proprio interesse personale. Non si sono mai visti tanti cambi di partito come negli anni di dominio del ceto medio; non si è mai visto tanto sperpero di denaro pubblico come quando i moralizzatori della società civile hanno sostituito le strutture partitiche.

E' probabile che questo intervento diretto in politica sia stato dovuto ai primi segni di declino del ceto medio che già si osservarono alla fine degli anni '80. O forse al fatto che il boom dei ceti medi degli anni '80 li abbia illusi di poter fare da soli. In ogni caso, incapaci di un pensiero generale, abituati al proprio particolare, a una visione ristretta limitata alla propria situazione personale, non hanno avuto i mezzi per osservare e per contrastare il declino progressivo del paese (oltre che del proprio ceto di appartenenza). Per 25 anni l'Italia è sempre arretrata nelle classifiche internazionali, gli investimenti sono bloccati come pure la produttività. La precarizzazione del lavoro ha subito un'accelerazione enorme, in quanto destinata a loro sottoposti, e come generalizzazione delle loro condizioni di lavoro (senza però le loro qualifiche, i loro patrimoni, i loro contatti).

Il populismo e il sovranismo sono la reazione dei ceti medi esclusi dalla politica alla crisi del 2007-2015 contro i propri rappresentanti, visti come privilegiati e disinteressati alla condizione di chi era restato fuori dai palazzi e invidiosi della situazione di chi vi era entrato. Ieri come oggi, resta un fatto: la leggera incosapevolezza del ceto medio di come questo sia stato utilizzato per perseguire gli obiettivi del grande capitale, per poi essere scaricato una volta che questi sono stati raggiunti.


Commenti

Post popolari in questo blog

La guerra in Ucraina e il mondo che cambia

Una caratteristica dell'occidente, da diversi decenni ormai, è la fuga dalla realtà. Talmente abituati alle narrazioni, a un discorso internamente coerente ma senza alcuna verifica della sua vicinanza alla realtà nè del suo potere esplicativo, non sentiamo nemmeno il bisogno di capire. Ci basta riempire ogni giornata che passa con una puntata nuova della narrazione. Non interessa nemmeno la coerenza con lo ieri o le prospettive per il domani: domani ci sarà un'altra puntata della narrazione e questo ci basta. Ma la realtà ritorna. Anche quando si fugge da essa. Quando avremo smesso il commento ripetitivo della pornografia bellica, quando cioè la guerra sarà finita e torneremo a occuparci solo di aperitivi e foto al sole, scopriremo che il mondo nel mentre è cambiato. Sarà cambiato senza alcuna influenza nostra su di esso, anche perché non ne avevamo coscienza ed eravamo occupati nel commento compulsivo dei fatti, attraverso posizioni e frasi predeterminate da altri ("c...

ÉLECTION PRÉSIDENTIELLE FRANÇAISE 2022

Il y a quelques années, en ces jours précis, il y aurait eu un grand débat au sein du parti. Un débat qui aurait impliqué toutes les meilleures têtes à l'extérieur et à l'intérieur du parti (sociologues, philosophes, économistes, psychologues sociaux, physiciens, chimistes, historiens, etc.) mais qui aurait été guidé par les observations de sa base militante. Une base militante composée de personnes orientées idéologiquement et qui traversaient la société dans tous ses aspects, dans les lieux de travail (tout d'abord), dans les quartiers, dans les associations, dans les administrations, dans les institutions de l'État, dans les institutions de sécurité, etc.... Nous aurions raisonné sur ce qui se passait dans la société, sur ses aspects idéologiques, sur les changements d'orientation, même de sensibilité, de valeurs, d'interprétation de la réalité, les changements de classe, les changements sociaux, les coutumes, les changements territoriaux, etc... Et si nous é...

LA PROMESSA DELL'89

 Ci sono due fenomeni legati a questa guerra che hanno stupito molti. Il primo è la forte opposizione degli ucraini alla guerra. Un'opposizione che pare più localizzata nell'Ovest del paese che nella sua parte Est, se si escludono i battaglioni nazisti trincerati a nord e a sud del Donbass (tra cui Mariupol). Il secondo è la fuga in massa dal paese, per cui, secondo cifre per il momento abbastanza opache, ad oggi 4 milioni di ucraini sono approdati in Europa. Uno su dieci circa, senza contare i milioni che già lo avevano fatto senza guerra negli ultimi 30 anni. A questi due fenomeni connessi vanno cercate ragioni. Certamente fuggire dalla guerra è una cosa normale e comprensibile. Così come combattere contro un esercito invasore. Ma queste due ragioni appaiono insufficienti. La guerra sta coinvolgendo quasi esclusivamente la parte Est del paese, mentre la parte Ovest ha subito solo alcuni attacchi aerei orientati alle strutture militari. E' come se, per fare un esempio, l...