Passa ai contenuti principali

La stessa Europa con Tsipras

Non ci sarebbe molto da aggiungere. La lista portava il suo nome: L'Altra Europa con Tsipras. 


La sinistra italiana aveva trovato il nuovo salvatore, quello che con il suo esempio avrebbe permesso di dare nuovo slancio alla malconcia sinistra italiana e le avrebbe permesso di tornare alla grande nelle assemblee elettive, e da li partire per la riconquista.

Chi aveva dubbi o faceva critiche fu escluso. Fu quello che accadde ai comunisti, che cercavano di fare entrare temi come quello dell'Ucraina o della Nato nella campagna. Temi che davano fastidio e che lo stesso Tsipras aveva già rimosso dal suo programma in Grecia. Si decise invece di imbarcare l'ala sinistra del partito di Repubblica, nelle persone di Spinelli e Curzio Maltese (poi eletti), e con l'aiuto dello stesso quotidiano lanciare una campagna di diffamazione con video umoristici contro i comunisti (che, di diceva, non contavano nulla, ma al contempo c'era bisogno del fuoco di Repubblica per limitarli).

E alla fine l'ala sinistra di Repubblica fu eletta. La Spinelli cambiò idea: prima delle elezioni aveva sostenuto che voleva solo dare un contributo e che se eletta avrebbe lasciato il posto ad altri, per poi cambiare idea una volta eletta. Maltese invece, mentre era candidato, esaltava sulle pagine del Venerdì i mini jobs tedeschi, frutto della contro riforma Hartz 4.

Insomma, non era partita bene. Ma è finita pure peggio. Pochi mesi dopo Tsipras fu eletto, dichiarando il giorno della vittora che la sua elezione era la fine dell'austerità.

Il titolo del Corriere della Sera non lascia spazio ad altri commenti.

Tutta la vicenda mette alla luce la crisi della sinistra italiana. La mostra in maniera limpida. La ricerca spasomodica della presenza istituzionale come fine immediato. Un fine che rappresenta il punto di appoggio per il rilancio, poiché permette l'accesso ai mezzi di comunicazione, via unica per l'accesso alle masse. Masse, esse viste come naturalmente radicali e in costante attesa che gli arrivi una proposta elettorale da votare.

La vacuità della sinistra italiana sta tutta qui. Nessuna analisi, nessun progetto di mondo, nessuna valutazione dei rapporti di forza o delle egemonie culturali oggi presenti. Una certa ripugnanza per i ceti popolari, a cui viene chiesto di mettersi al loro seguito, ma senza mischiarsi ad essi. Votateci e seguiteci, ma non troppo da vicino che non siete al nostro livello. 

Per quanto riguarda Tsipras stesso, c'è poco da aggiungere. Chi lo conosceva  e chi faceva un po' di analisi sapeva già da prima la fine che avrebbe fatto la sua esperienza. È stato anche scritto. Ma senza avere alcun effetto sui fanatici che lo vedevano allora come il nuovo salvatore (salvo scaricarlo meno di un anno dopo).

Speriamo, ma senza troppa fiducia, che questa esperienza e il suo epilogo servano da lezione. Il periodo storico che stiamo vivendo ce lo impone.

Commenti

Post popolari in questo blog

La guerra in Ucraina e il mondo che cambia

Una caratteristica dell'occidente, da diversi decenni ormai, è la fuga dalla realtà. Talmente abituati alle narrazioni, a un discorso internamente coerente ma senza alcuna verifica della sua vicinanza alla realtà nè del suo potere esplicativo, non sentiamo nemmeno il bisogno di capire. Ci basta riempire ogni giornata che passa con una puntata nuova della narrazione. Non interessa nemmeno la coerenza con lo ieri o le prospettive per il domani: domani ci sarà un'altra puntata della narrazione e questo ci basta. Ma la realtà ritorna. Anche quando si fugge da essa. Quando avremo smesso il commento ripetitivo della pornografia bellica, quando cioè la guerra sarà finita e torneremo a occuparci solo di aperitivi e foto al sole, scopriremo che il mondo nel mentre è cambiato. Sarà cambiato senza alcuna influenza nostra su di esso, anche perché non ne avevamo coscienza ed eravamo occupati nel commento compulsivo dei fatti, attraverso posizioni e frasi predeterminate da altri ("c...

ÉLECTION PRÉSIDENTIELLE FRANÇAISE 2022

Il y a quelques années, en ces jours précis, il y aurait eu un grand débat au sein du parti. Un débat qui aurait impliqué toutes les meilleures têtes à l'extérieur et à l'intérieur du parti (sociologues, philosophes, économistes, psychologues sociaux, physiciens, chimistes, historiens, etc.) mais qui aurait été guidé par les observations de sa base militante. Une base militante composée de personnes orientées idéologiquement et qui traversaient la société dans tous ses aspects, dans les lieux de travail (tout d'abord), dans les quartiers, dans les associations, dans les administrations, dans les institutions de l'État, dans les institutions de sécurité, etc.... Nous aurions raisonné sur ce qui se passait dans la société, sur ses aspects idéologiques, sur les changements d'orientation, même de sensibilité, de valeurs, d'interprétation de la réalité, les changements de classe, les changements sociaux, les coutumes, les changements territoriaux, etc... Et si nous é...

PUTIN E' PEGGIO DI UN ANIMALE

 Andreotti era un anticomunista viscerale. Tutta la sua vita politica è stata dedicata a combattere i comunisti e a impedire con ogni mezzo che potessero accedere al potere. Per questo ha fatto accordi anche con il diavolo pur di impedire che questo succedesse: ha accettato di collaborare con la mafia, con la massoneria, con l'estrema destra dinamitarda, di tenere contatti con chi, nel caso, avrebbe fatto un colpo di stato.  Tra le tante cose che ha fatto è stato Ministro degli Esteri. E lo è stato in un momento in cui ai contrasti internazionali si sovrapponeva la divisione ideologica (dal punto di vista di Andreotti) tra mondo libero e mondo socialista. Ma ce lo vedete Andreotti dire questo cose dei dirigenti sovietici? Infatti non le disse e nemmeno le pensò. Il gas che arriva oggi dalla Russia e con cui ci siamo scaldati per qualche decennio passa attraverso un gasdotto costruito durante gli anni della guerra fredda tra "mondo libero" e socialismo reale. L'Italia ...