Passa ai contenuti principali

Reddito pro-capite e disuguaglianza


Repubblica ci informa oggi che il reddito medio è, per l'Italia di oltre 31'000 dollari. Circa 26'500 euro. Sapete cosa vuol dire? Che l'economia italiana produce una ricchezza che, se divisa in parti uguali tra tutti i cittadini italiani, infanti compresi, darebbe a ciascuno 26'500 euro all'anno. A testa. In sostanza, una famiglia tipo di due genitori più un figlio, dovrebbe guadagnare quasi 80'000 euro all'anno lordi. Se non è il tuo caso, e non è certo il mio, chiediti perché. Chi ci ha rubato la differenza? La risposta è semplice: tutti quelli che guadagnano più di 26'500 euro all'anno a testa stanno prendendo una parte della tua fetta di ricchezza nazionale. Chi sono? i marocchini, gli zingari, i negri, i meridionali? No. Tutti questi guadagnano molto meno della media. E allora chi? Hai presente quando vedi passare una Ferrari per strada e ti alzi ammirato dal bar? Ecco quello lì sta rubando la tua fetta di ricchezza pro capite. La differenza tra 26'500 euro a testa e quello che guadagni, se l'è preso lui. Così come tutti quelli che guadagnano in un giorno quello che tu guadagni in un anno: attori, calciatori, banchieri, grandi industriali, giornalisti. Milionari e miliardari che si mangiano la tua ricchezza. Quelli ti stanno derubando più di qualsiasi ladro che ti entra in casa. È ora di riprendersi quello che ci hanno tolto.

Commenti

Post popolari in questo blog

La guerra in Ucraina e il mondo che cambia

Una caratteristica dell'occidente, da diversi decenni ormai, è la fuga dalla realtà. Talmente abituati alle narrazioni, a un discorso internamente coerente ma senza alcuna verifica della sua vicinanza alla realtà nè del suo potere esplicativo, non sentiamo nemmeno il bisogno di capire. Ci basta riempire ogni giornata che passa con una puntata nuova della narrazione. Non interessa nemmeno la coerenza con lo ieri o le prospettive per il domani: domani ci sarà un'altra puntata della narrazione e questo ci basta. Ma la realtà ritorna. Anche quando si fugge da essa. Quando avremo smesso il commento ripetitivo della pornografia bellica, quando cioè la guerra sarà finita e torneremo a occuparci solo di aperitivi e foto al sole, scopriremo che il mondo nel mentre è cambiato. Sarà cambiato senza alcuna influenza nostra su di esso, anche perché non ne avevamo coscienza ed eravamo occupati nel commento compulsivo dei fatti, attraverso posizioni e frasi predeterminate da altri ("c...

ÉLECTION PRÉSIDENTIELLE FRANÇAISE 2022

Il y a quelques années, en ces jours précis, il y aurait eu un grand débat au sein du parti. Un débat qui aurait impliqué toutes les meilleures têtes à l'extérieur et à l'intérieur du parti (sociologues, philosophes, économistes, psychologues sociaux, physiciens, chimistes, historiens, etc.) mais qui aurait été guidé par les observations de sa base militante. Une base militante composée de personnes orientées idéologiquement et qui traversaient la société dans tous ses aspects, dans les lieux de travail (tout d'abord), dans les quartiers, dans les associations, dans les administrations, dans les institutions de l'État, dans les institutions de sécurité, etc.... Nous aurions raisonné sur ce qui se passait dans la société, sur ses aspects idéologiques, sur les changements d'orientation, même de sensibilité, de valeurs, d'interprétation de la réalité, les changements de classe, les changements sociaux, les coutumes, les changements territoriaux, etc... Et si nous é...

LA PROMESSA DELL'89

 Ci sono due fenomeni legati a questa guerra che hanno stupito molti. Il primo è la forte opposizione degli ucraini alla guerra. Un'opposizione che pare più localizzata nell'Ovest del paese che nella sua parte Est, se si escludono i battaglioni nazisti trincerati a nord e a sud del Donbass (tra cui Mariupol). Il secondo è la fuga in massa dal paese, per cui, secondo cifre per il momento abbastanza opache, ad oggi 4 milioni di ucraini sono approdati in Europa. Uno su dieci circa, senza contare i milioni che già lo avevano fatto senza guerra negli ultimi 30 anni. A questi due fenomeni connessi vanno cercate ragioni. Certamente fuggire dalla guerra è una cosa normale e comprensibile. Così come combattere contro un esercito invasore. Ma queste due ragioni appaiono insufficienti. La guerra sta coinvolgendo quasi esclusivamente la parte Est del paese, mentre la parte Ovest ha subito solo alcuni attacchi aerei orientati alle strutture militari. E' come se, per fare un esempio, l...