Passa ai contenuti principali

Decreto dignità e disoccupazione

L'opposizione Pd e della parte di opinione pubblica che segue Repubblica sembra avversare il decreto Dignità perché (al contrario del Jobs Act?) farebbe perdere 8'000 posti di lavoro. Confindustria concorda, e forte delle sue capacità previsionali (che le hanno fatto prevedere l'attuale infinita crisi?) ci dice che la perdita sarà maggiore.

Il messaggio è chiaro: una minima modifica all'attuale assetto provoca una minima perdita di posti di lavoro. Il Decreto Dignità infatti è una vergogna. A parte qualche minimo ritocco, lascia tutto come prima. E appunto, si dice, questo minimo ritocco farà perdere 8'000 posti di lavoro (su più di 20'000'000).

E per crearli? A seguir la logica di Pd, Repubblica e Confindustria è semplice. Ridurre ulteriormente le tutele perché non ce le possiamo permettere. Se arriviamo alla completa licenziabilità di ciascuno per qualsiasi ragione e in qualsiasi momento, tutti potranno lavorare. L'800 ci attende. 

La polemica sui voucher dice che, se di fatto si legalizza il lavoro nero, questo scompare. Certo. Per diffondersi ovunque. Un po' come dire che se da domani le attività mafiose venissero legalizzate, la mafia non esisterebbe più. Vero. Tautologico. 

In definitiva è un avvertimento ai 5 Stelle (già timidi di loro, da quando sono al governo): non provate ad andare oltre quello che avete fatto, altrimenti i costi saranno ben maggiori. In termini di posti di lavoro? No, in termini di costi politici.

Inutile dire che, la perdita di posti di lavoro per via dell'aumento di tutele in realtà è pari ai posti di lavoro guadagnati con la diminuzione delle stesse: zero. Perché?

Perché se il mercato mi domanda 10 auto e per fare ogni auto mi servono 10 persone, ne assumerò 100. Non è che se i lavoratori sono meno tutelati o più licenziabili ne assumerò 101. Semplicemente avrò il potere di ricattarli e di pagarli meno, aumentando la quota dell'utile che va a profitto.


Commenti

Post popolari in questo blog

La guerra in Ucraina e il mondo che cambia

Una caratteristica dell'occidente, da diversi decenni ormai, è la fuga dalla realtà. Talmente abituati alle narrazioni, a un discorso internamente coerente ma senza alcuna verifica della sua vicinanza alla realtà nè del suo potere esplicativo, non sentiamo nemmeno il bisogno di capire. Ci basta riempire ogni giornata che passa con una puntata nuova della narrazione. Non interessa nemmeno la coerenza con lo ieri o le prospettive per il domani: domani ci sarà un'altra puntata della narrazione e questo ci basta. Ma la realtà ritorna. Anche quando si fugge da essa. Quando avremo smesso il commento ripetitivo della pornografia bellica, quando cioè la guerra sarà finita e torneremo a occuparci solo di aperitivi e foto al sole, scopriremo che il mondo nel mentre è cambiato. Sarà cambiato senza alcuna influenza nostra su di esso, anche perché non ne avevamo coscienza ed eravamo occupati nel commento compulsivo dei fatti, attraverso posizioni e frasi predeterminate da altri ("c...

ÉLECTION PRÉSIDENTIELLE FRANÇAISE 2022

Il y a quelques années, en ces jours précis, il y aurait eu un grand débat au sein du parti. Un débat qui aurait impliqué toutes les meilleures têtes à l'extérieur et à l'intérieur du parti (sociologues, philosophes, économistes, psychologues sociaux, physiciens, chimistes, historiens, etc.) mais qui aurait été guidé par les observations de sa base militante. Une base militante composée de personnes orientées idéologiquement et qui traversaient la société dans tous ses aspects, dans les lieux de travail (tout d'abord), dans les quartiers, dans les associations, dans les administrations, dans les institutions de l'État, dans les institutions de sécurité, etc.... Nous aurions raisonné sur ce qui se passait dans la société, sur ses aspects idéologiques, sur les changements d'orientation, même de sensibilité, de valeurs, d'interprétation de la réalité, les changements de classe, les changements sociaux, les coutumes, les changements territoriaux, etc... Et si nous é...

LA PROMESSA DELL'89

 Ci sono due fenomeni legati a questa guerra che hanno stupito molti. Il primo è la forte opposizione degli ucraini alla guerra. Un'opposizione che pare più localizzata nell'Ovest del paese che nella sua parte Est, se si escludono i battaglioni nazisti trincerati a nord e a sud del Donbass (tra cui Mariupol). Il secondo è la fuga in massa dal paese, per cui, secondo cifre per il momento abbastanza opache, ad oggi 4 milioni di ucraini sono approdati in Europa. Uno su dieci circa, senza contare i milioni che già lo avevano fatto senza guerra negli ultimi 30 anni. A questi due fenomeni connessi vanno cercate ragioni. Certamente fuggire dalla guerra è una cosa normale e comprensibile. Così come combattere contro un esercito invasore. Ma queste due ragioni appaiono insufficienti. La guerra sta coinvolgendo quasi esclusivamente la parte Est del paese, mentre la parte Ovest ha subito solo alcuni attacchi aerei orientati alle strutture militari. E' come se, per fare un esempio, l...