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Movimento 5 stelle: meritocrazia o democrazia?

Anche questa volta le mie ambizioni ministeriali saranno frustrate. Evidentemente avevano ragione i nobili francesi, che avvertivano i popolani rivoluzionari a tenersi lontano dal governo, che altrimenti il mondo sarebbe caduto. Il governo era un mestiere di chi lo sapeva fare, di certo non potevano farlo contadini e artigiani. E il Movimento 5 Stelle, dopo la svolta moderata, sembra concordare. I ministeri vanno a professori universitari, che quand'anche avessero posizioni buone, restano persone che vivono una realtà materiale diversa da quella che vivono i ceti popolari italiani. Il cui destino è al massimo quello di essere rappresentati. L'idea folle del '900, quella di renderli protagonisti essi stessi del loro destino, sembra definitivamente sconfitta. Finalmente si realizza il grande sogno meritocratico (il governo dei meritevoli), che è però l'opposto e la negazione della democrazia (potere del popolo), visto che il popolo mediamente non ha merito, anzi è comp...

Un commento a "“Neoliberismo ed Europa, serve una svolta”. Lettera aperta a Liberi e Uguali"

Anche nella sinistra riformista si sta ponendo il problema dell'Unione Europea e si chiede al proprio partito di riferimento di non tergiversare, di chiarire, di prendere posizione. Resta da capire come si possa slegare il tema dell'Unione Europea da quello della Nato, dentro la quale essa nasce ed è totalmente integrata. O ancora, di come si possa pensare che ci possa essere un'alternativa senza sostenere la lotta storica per l'indipendenza politica ed economica sostanziale dei paesi una volta sotto il controllo occidentale (in primis i Brics). “Neoliberismo ed Europa, serve una svolta”. Lettera aperta a Liberi e Uguali  http://temi.repubblica.it/micromega-online/neoliberismo-ed-europa-serve-una-svolta-lettera-aperta-a-liberi-e-uguali/ “Liberi e Uguali non sta riuscendo in quello che si era esplicitamente proposto, cioè chiamare a raccolta quel ‘popolo di sinistra’ che sempre più numeroso ha abbandonato il Pd”. Da un gruppo di intellettuali un appello...

Bagnai e gli economisti di sinistra

Bagnai è, per suo essere sociale, rappresentante cosciente di quel ceto medio schiacciato dagli ultimi 20 anni di sviluppo capitalistico. Su questo, io rileggerei Gramsci. Il passaggio dei ceti medi in crisi verso la destra, pur mantenendo tracce della vecchia cultura di sinistra non è cosa nuova.

Sinistra e Comunicazione

Grasso: “Aboliamo le tasse universitarie” --  Due giorni, il pranzo della befana, e siamo passati dal parlare delle sportine alle tasse universitarie. è la prova più evidente di quanto la comunicazione (e chi la controlla, cioè non noi) decide priorità, orientamenti, elezioni, governi e politiche. Oggi ci si divide tra chi è favorevole e chi è contrario. Ma tutto è spot. Nessuna conoscenza profonda, un dibattito condiviso, una campagna di lunga durata tra gli studenti e i lavoratori. Niente. Si tratta di pura comunicazione, rilanciata dai media. Una sinistra che si basa sulla comunicazione, sulle strategie comunicative, che insomma rinuncia a fare egemonia, è in definitiva una sinistra che non cambierà mai niente e che in definitiva forse non vuole cambiare niente. E che pensa di poter usare le armi del nemico contro di lui (pensando che questi gli lascino lo spazio che "meritano" sui mezzi di comunicazione dei padroni. Un po' come pensare che Marchionne...