La Seconda Repubblica è stata caratterizzata dall'intervento diretto in politica dei ceti medi italiani. Dopo essersi liberati del ceto politico dei partiti usciti dalla Resistenza (con Tangentopoli), i ceti medi hanno creato le proprie rappresentanze politiche dirette quali nuovi soggetti della "società civile", contro i partiti precedenti in cui vi erano funzionari e dirigenti formati e interamente dedicati alla politica, descritti dai nuovi arrivati come corrotti. Il ceto medio entrato direttamente in politica si è sbarazzato della mediazione dei partiti. Ha preso il controllo del Partito Comunista e ne ha favorito la trasformazione e il distacco dalla classe operaia per trasformarlo nel rappresentante del ceto amministrativo locale e del ceto medio pubblico (il ceto medio intellettivo). Hanno riempito i partiti di Berlusconi (ceto medio privato) e di Di Pietro (ceto medio meridionale) con la partecipazione diretta di persone uscite dal proprio ceto costituendone l...