Il crollo del ponte di Genova viene descritta come una fatalità. E chiunque cerchi di spiegarla viene additato come sciacallo. Al contempo non vale parlarne domani, perché i media domani concentreranno tutta l'attenzione su altro. E il crollo del ponte rimarrà una fatalità, un evento sfortunato, una casualità. Ma così non è. Abbiamo passato gli anni '90 e i primi 2000 a decantare la superiorità dei privati sul pubblico inefficiente e corrotto. E abbiamo regalato il patrimonio pubblico ai privati, quasi supplicandoli di prenderlo, quasi ci facessero un favore. E loro con grande "spirito di servizio" lo hanno preso, soprattutto quello redditizio da cui si potevano prendere rendite importanti: autostrade, gas, luce, acqua, rifiuti. E con grande efficienza li hanno rilanciati. Meglio. Hanno rilanciato i fatturati diminuendo le spese: nessun investimento, subappalti per comprimere i costi (in particolare quello del lavoro), aumento delle tariffe, che dovrebb...