Passa ai contenuti principali

Post

500 licenziamenti al giorno

  Mi facevano paura. Mi fanno paura. Per loro la libertà non è una donna che può camminare tranquilla per strada. Non è un lavoratore che non ha paura di essere licenziato. Non è neanche un bambino che può studiare e sviluppare le proprie capacità. Non è un mondo senza guerre o una distribuzione equa della ricchezza. Non è un ambiente non avvelenato o una vecchiaia serena. Per loro la libertà è poter mangiare e bere. La foto al tramonto sulla spiaggia. Tette e culi. Una successione di momenti esperenziali, uno dietro l'altro. L'importante è che nulla perturbi questi momenti. Non un negro o un barbone. Non un governo che cerca di costruire un argine alla pandemia. Non un "altro" che con la sua sola presenza disturba il godimento del momento. Potrebbe esserci Pinochet al governo, che se si può mangiare e bere, divertirsi e fare festa è pari lo stesso. Anzi, forse meglio, sarebbe un governo efficiente che risolverebbe velocemente i fastidi che perturbano le esperienze. U...

Il Green Pass e la soluzione francese

    La question del Green Pass è abbastanza semplice.   O si tutelano le persone fragili, quelle che non possono vaccinarsi o su cui il vaccino non ha effetti (trapiantati, immunodepressi, malattie autoimmuni etc), restringendo la possibilità di vita sociale di quei quattro scemi che non vogliono vaccinarsi, oppure si da a queste persone il diritto di vivere liberamente rinchiudendo in casa le persone fragili, quasi fosse colpa loro della fragilità che portano. D'altra parte si tratta dell'applicazione del principio dell'immunità di gregge di cui parlavano quelli che oggi non vogliono vaccinarsi quando scoppiò la pandemia (poi dissero che il virus non esisteva, poi che la vaccinazione di massa era un complotto, accettando però il vaccino di Putin, ovviamente per un virus che non esiste). Persone vaccinate riducono la possibilità di contagio per le persone fragili, proteggendole. La destra sa benissimo dove stare. Non dicono che dei fragili non si interessano (se ne fregan...

IL VIRUS CINESE LA SANITÀ IN EUROPA

  Biden ha chiesto alla Cia di dare una risposta entro 90 giorni sull'origine cinese del virus. Cara Cia, portaci le prove che l'hanno fatto i cinesi in laboratorio e non la natura (come fa da qualche millennio). E se non ci riuscirà, c'è sempre qualche fialetta rimasta dalle armi di distruzione di massa di Saddam, come quella mostrata da Colin Powell al Consiglio di Sicurezza dell'Onu per giustificare la guerra in Irak. Come sappiamo poi le armi non furono trovate, ma la guerra ormai era fatta. Mentre Biden e la Cia indagano, noi europei potremmo chiedere una bella indagine sul perché i nostri avanzatissimi e privatizzati sistemi sanitari occidentali non hanno visto che il virus inventanto dai cinesi a Dicembre 2019 era già in Italia a Settembre 2019 e in Francia a Novembre 2019. Questo proverebbe che è la natura che si occupa di creare nuovi virus in continuazione, che la causa non è un fantomatico laboratorio in Cina e che l'unica colpa dei cinesi è quello di ave...

Controinformazione o complottismo?

  Fino a tutti gli anni 90 esisteva la contrio-informazione: la sinistra (qualsiasi fosse la sua articolazione) si impegnava nella ricerca della verità nascosta dietro un'apparenza costruita per sostenere lo stato di cose attuali. E così negli anni non abbiamo creduto alla Strage di Portella della Ginestra, e dopo decenni di inchiesta, di studio militante e collettivo, si è giunti a una verità parziale in contraddizione con quanto era sostenuto "ufficialmente". E lo si è fatto con Piazza Fontana, Ustica, la Strage di Bologna, le Brigate Rosse, Pinelli, Mattei, i morti per amianto che non doveva fare male alla salute etc. Tutto questo è finito. Se prima c'era un'azione tesa a impedire che queste verità venissero a galla, in seguito si è passati ad assorbire e rendere compatibile le "controverità". L'avvento di Internet prima e dei social poi, ha permesso di sistematizzare tanto la verità che la controverità, di addomesticarla, di renderla compatibile ...

"Ma com'è bello qui, ma com'è grande qui, NON È L'ITALIA!"

  Quelli che vivono all'estero soffrono spesso della "sindrome da prima generazione", per cui tutto è bello nel paese che li ospita. E' comprensibile: sono partiti dal proprio paese perché non trovavano un lavoro e condizioni sociali accettabili che hanno invece trovato nel nuovo paese. Questo fenomeno raggiunge livelli impensabili presso gli italiani all'estero, ovunque siano finiti e da dovunque provengano. Secondo alcuni saremmo esterofili, ma non è esatto: la parola denota una connessione o una curiosità verso ciò che è "estero". La definizione purtroppo più corretta penso che sia che siamo "autorazzisti". Non si tratta infatti di apprezzare ciò che di buono c'è nella società che accoglie e coglierne il lato positivo. Si tratta invece di denunciare tutto quello che è italiano come pessimo, al di là della realtà concreta, senza cogliere ciò che di buono c'è nel nostro paese. Questo ha raggiunto livelli impensabili in questa pandemia....

Assembramenti

  Ma sapete che in Italia abbiamo davvero un'impostazione spietatamente di classe, ma proprio dentro di noi, nel nostro cervello.    "Perché vivere così, non è "vita". Vita è mangiare il più possibile, bere il più possibile, divertirsi senza limiti, pensare al wellness e al fitness. Vita sono le decine di persone in coma alcolico ogni fine settimana, vivere è vomitare indisturbati in via zamboni. Vivere è potersi godere la vita senza limiti e senza disturbi. Altrimenti non è vita. Ora, che Salvini faccia di tutto questo il centro della sua politica, non è strano. La cosa strana è che tutto il resto del paese (e non parlo dei partiti, dei "politici", degli eletti) gli vada dietro. Perché, una volta che avete finito di discutere se sia meglio chiudere alle 22 o alle 23, ci sarebbero milioni di persone che di questa vostra libertà di godervi la vita sono schiavi. Nessuno che abbia chiesto ai camerieri dei bar non vaccinati come si godranno la vita ad andare al...

Cashback

  Dopo la vittoria su tutta la linea sulle riaperture, ora i commercianti e i ristoratori vogliono passare all'incasso sul cashback di stato. Allora facciamo un riassunto. Durante la quarantena (che solo in Italia avete chiamato lockdown) si disse che mentre i negozi di quartiere erano chiusi, tutti compravamo on line, a beneficio delle multinazionali. Una volta usciti, si è deciso di prendere manovre a favore dei piccoli negozi schiacciati dalle multinazionali. E si è fatto il cashback (misura peraltro già fatta in Portogallo prima della pandemia): se si acquista nel negozio di quartiere, lo stato rinuncia a metà dell'Iva e ti rimborsa il 10%. Si ha quindi uno sconto del 10% a comprare nel negozio sotto casa, nel ristorante etc. In cambio si chiede solamente di pagare con mezzi elettronici (Bancomat e carte di credito), in modo da combattere il nero e l'evasione fiscale.  Ora, cari commercianti, siamo chiari. Il cash back era una misura per aiutarvi rispetto ai concorrenti...